Sarà almeno la quarta volta che provo ad aprire un blog, ma non ci riesco mai. Non per questioni tecniche, tutto sommato è abbastanza semplice anche per chi non è esperto di informatica. E’ che di solito ci scrivo qualcosa per un paio di giorni e poi lo mollo li, a vagare per la rete. Un cyber rifiuto. Tra l’altro, prima o poi bisognerà porsi la questione di tutti quei siti, blog e simili abbandonati a loro stessi che intasano i server di mezzo mondo. Ma torniamo a noi. Anzi, a me.
Dicevo che dopo pochi giorni abbandonavo le mie creature al loro destino, dimenticandomi persino l’indirizzo. Sta volta l’indirizzo me lo scrivo su un bel foglietto, ma temo che il problema non sia quello. Il fatto è che mi passa la voglia. Ma da oggi cercherò di essere più costante. Non perché io pensi che leggere quello che scrivo sia per l’umanità un’occasione da non perdere, tutt’altro. Credo che il mondo ne farebbe volentieri a meno. E’ che a me piace scrivere, e pensare che qualcuno, per sbaglio, mi possa leggere è uno stimolo.
Deciso quindi di aprire il blog, mi sono posto diverse questioni, tutte importanti. Prima: utilizzare WordPress o Splinder? WordPress ha un’aria più professionale, però Splinder è italiano, quindi anche le istruzioni per metterlo su saranno in italiano. Così ho deciso di risparmiarmi la fatica di tradurre le indicazioni tecniche dall’inglese (per quanto semplici possano essere). Seconda questione: il nome. Ho optato per “La casa del vino” per motivi che non mi dilungo a spiegare. Dirò solo, per dovere di cronaca, che non sono alcolizzato. Terza questione (forse la più importante): scriverci cose serie (almeno provarci) o lasciare libera la follia latente? Nell’indecisione mi è anche preso un raptus megalomane e per un attimo ho pensato di aprirne due. Poi mi sono guardato negli occhi (in senso figurato, visto che non avevo a portata di mano uno specchio) e mi son detto: “Maddai…già tanto se riesci a tenerne vivo uno per più di una settimana”. Cosi eccoci qua, anche se forse dovrei dire eccomi, non so in quanti avranno l’ardire o il tempo da buttare via per leggere quello che scrivo. Ma questo si vedrà…