Aprile 6, 2008
Oggi ho visto “Ho voglia di te”. Si si lo so…non c’è da vantarsene. Solo che è domenica, non avevo ninete da fare tutto il pomeriggio e casualmente, ripeto casualmente, mi è capitato di beccarlo dall’inizio su un canale di Sky. Così è finita che l’ho visto tutto.
E’ più o meno come me lo apsettavo, un cagata se posso dirlo. Devo dire con sorpresa, però, che Scamarcio è il meno peggio. Non è che sia bravo, ma neanche una tragedia. Almeno rispetto agli altri, Laura Chiatti in testa. Peggio che ascoltare un comizio di Tremonti. Urticante direi. Comunque non è che ci si potesse aspettare di più da un libro di Moccia. Post adolescienti con problemi di cuore, luoghi comuni come lo zucchero a velo sulla torta e poi il colpo basso: la storia parallela (che con la vicenda principale non c’entra proprio nulla) di una sedicenne che, dopo una serata in discoteca tra pasticche e coktails esotici, si ritrova in cinta e non sa di chi. E allora comincia la questione: aborto si, aborto no…Visti i tempi è un argomento di sicura presa, fin troppo facile come espediente.
D’altra parte Moccia non è Hemingway, quindi dobbiamo tenerci quello che abbiamo. Buona notte e buona fortuna…
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Pubblicato da consiglierefraudolento
Aprile 2, 2008
Oggi ho letto da qualche parte, non ricordo più dove, una battuta di Groucho Marx. Recita più o meno così: “Ecco, questi sono i miei ideali. Se non vi vanno bene…ne ho degli altri”. Non devo essere certo io a spiegarvelo, ma il paradosso comico (e forse tragicomico) sta nel fatto che la frase parte con risolutezza, come dire “se non vi vanno bene sono tutti cazzacci vostri”, e poi termina con genuflessione o posizionamento a squadra (90°) che dir si voglia. Un po’ come una vecchia canzone di Rino Gaetano: “partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri”, si riferisce ai politici.
E a proposito di ideali che vanno e vengono come l’influenza o i clienti nel lupanare, mi viene in mente Fini. Ora, dopo aver anche lui assunto la già citata posizione della squadra, vuole addirittura entrare nel Partito Popolare Europeo. Ma se non ricordo male (e non ricordo male) ancora nel ‘94 lo stesso Fini, a quel tempo segretario di quell’Msi che fu di Almirante (modello delle virtù democratiche se no fosse per alcuni particolari, come aver diretto in gioventù la “rivista della razza” e aver appoggiato negli anni ‘60 la dittatura fascista in Grecia) amava ripetere che Mussolini era il più grande statista del novecento. Solo per fare un paragone, il Pci rinnegò Stalin che erano ancora gli anni ‘50 e Enrico Berlinguer nel 1982 dichiarò esaurita la spinta propulsiva dell’Unione Sovietica. Anni in cui Fini gicava ancora a fare il piccolo camerata e cantava Faccetta Nera sotto un mezzobusto del Duce. Ma non voglio fare quello che si attacca al passato, per carità…
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Pubblicato da consiglierefraudolento
Aprile 1, 2008
Eh eh, ora c’ho preso gusto e non mi fermo più. Comunque, con un po’ di fatica sono riuscito a cambiare tamplate. Intanto, mentre smanettavo tra sfondi dai nomi improbabili, mi è venuta in mente una cosa. In questo momento della mia vita mi capita di dover moderare il forum di un sito. E’ un sito importante, quindi non possono comparire parolacce o insulti nei commenti alle notizie (questo invece non è un sito importante, qua si può). I commenti oggi erano sul fatto che Berlusconi ha dichiarato di aver fatto “qualche telefonata ai miei amici capi di stato”, ed ecco che come sede dell’Expo 2015 è stata scelta Milano. Uno dei commenti esordiva con: “Quel nano bagonghi”. Purtroppo ho dovuto cassarlo, perchè potrebbe risultare come un insulto, però mi ha fatto ridere. E’ molto meglio del termine psyconano, coniato dal mio concittadino Beppe Grillo (questo lo posso dire, sono orgogliosamente genovese). E’ più efficace, quasi onomatopeico. Mi fa venire in mente il suono che potrei generare picchiettando con le dita sul suo testone ricoperto di moquette. Non è per essere irrispettoso, ma sarebbe divertente. Vedere Bondi che balla la samba in gonnellino di paglia mentre io me la tambureggio sulla zucca di nano-bagonghi. Diffondete il nuovo soprannome comunque…mi raccomando.
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Pubblicato da consiglierefraudolento
Aprile 1, 2008
Contrordine compagni…si sarebbe detto una volta. Leggendo il primo post si può facilmente intuire che l’avevo scritto prima di creare il blog (anche dal carattere di word). Il problema è che, arrivato su Splinder, ho trovato le indicazioni scritte in un carattere minuscolo. Credo sia un problema di visulaizzazione del mio computer, fatto sta che non ci capivo niente. Così mi sono spostato su WordPress, pensando già all’immane opera di traduzione che avrei dovuto intraprendere. Arrivato qua però, ho piacevolmente scoperto che è possibile selezionare “italiano” nella tendina delle lingue preferite. Altra nota di merito sono poi le indicazioni scritte a caratteri cubitali. Non è che sia cieco, visto che devo ancora compiere il quarto di secolo, però venendo da Splinder dove ci voleva il microscopio, la cosa mi ha messo di buon umore. Ora devo capire come cambiare il template e cose del genere, ma con calma ci dovrei riuscire. Concludo (per ora, non disperate…) scusandomi per il nick di di dantiana memoria, il sommo poeta si rivolterà nella tomba. Ma a me piaceva così.
P.s.
Io scrivo come se un ipotetico lettore ci fosse, altrimenti l’idea stessa del blog non avrebbe senso. Se poi qualcuno, sbagliando a digitare l’indirizzo di un sito interessante su cui si stava recando, capita per di quà, mantenga la calma. Non ho messo trappole per topi, potrà andarsene liberamente nel giro di un paio di secondi. Se poi volesse lasciare nei commenti insulti o parolacce, ogni oscenità è ben accetta.
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Pubblicato da consiglierefraudolento
Aprile 1, 2008
Sarà almeno la quarta volta che provo ad aprire un blog, ma non ci riesco mai. Non per questioni tecniche, tutto sommato è abbastanza semplice anche per chi non è esperto di informatica. E’ che di solito ci scrivo qualcosa per un paio di giorni e poi lo mollo li, a vagare per la rete. Un cyber rifiuto. Tra l’altro, prima o poi bisognerà porsi la questione di tutti quei siti, blog e simili abbandonati a loro stessi che intasano i server di mezzo mondo. Ma torniamo a noi. Anzi, a me.
Dicevo che dopo pochi giorni abbandonavo le mie creature al loro destino, dimenticandomi persino l’indirizzo. Sta volta l’indirizzo me lo scrivo su un bel foglietto, ma temo che il problema non sia quello. Il fatto è che mi passa la voglia. Ma da oggi cercherò di essere più costante. Non perché io pensi che leggere quello che scrivo sia per l’umanità un’occasione da non perdere, tutt’altro. Credo che il mondo ne farebbe volentieri a meno. E’ che a me piace scrivere, e pensare che qualcuno, per sbaglio, mi possa leggere è uno stimolo.
Deciso quindi di aprire il blog, mi sono posto diverse questioni, tutte importanti. Prima: utilizzare WordPress o Splinder? WordPress ha un’aria più professionale, però Splinder è italiano, quindi anche le istruzioni per metterlo su saranno in italiano. Così ho deciso di risparmiarmi la fatica di tradurre le indicazioni tecniche dall’inglese (per quanto semplici possano essere). Seconda questione: il nome. Ho optato per “La casa del vino” per motivi che non mi dilungo a spiegare. Dirò solo, per dovere di cronaca, che non sono alcolizzato. Terza questione (forse la più importante): scriverci cose serie (almeno provarci) o lasciare libera la follia latente? Nell’indecisione mi è anche preso un raptus megalomane e per un attimo ho pensato di aprirne due. Poi mi sono guardato negli occhi (in senso figurato, visto che non avevo a portata di mano uno specchio) e mi son detto: “Maddai…già tanto se riesci a tenerne vivo uno per più di una settimana”. Cosi eccoci qua, anche se forse dovrei dire eccomi, non so in quanti avranno l’ardire o il tempo da buttare via per leggere quello che scrivo. Ma questo si vedrà…
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Pubblicato da consiglierefraudolento